Ordine dei Veterinari Vicenza | 6 Le zoonosi – dall’animale all’uomo
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6 Le zoonosi – dall’animale all’uomo

LE ZOONOSI PARASSITARIE

Con  il temine zoonosi ci si riferisce a tutte le malattie, virali, batteriche, micotiche e parassitarie, che  possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, direttamente attraverso il contatto con loro o indirettamente attraverso il contatto con  materiali (terreno) o  l’ingestione di alimenti e acque contaminati.

In questo articolo ci concentreremo sulle zoonosi parassitarie. Alcune zoonosi possono essere contratte dall’uomo attraverso  l’ingestione di alimenti, generalmente crudi o poco cotti,   o acque contaminate da uova o larve di parassiti. I parassiti che possono essere trasmessi in questo modo sono: Trichinella, Toxoplasma, Cryptosporodium, Giardia,  Echinococcus granulosus, Anisakis.

Pur non essendo patologie frequenti in Europa , grazie ai rigorosi controlli che vengono effettuati sugli alimenti di origine animale destinati al consumo umano,   non sono sottovalutate, infatti l’EFSA  ( European Food Safety Authority )  ogni anno stila un rapporto per la loro sorveglianza. L’ultimo report di EFSA  del 2020 riferisce ad esempio 117 casi di Trichinellosi ( di cui 79 segnalati in Italia) e 488 casi di Echinococcosi. Nel rapporto 2019 sono stati inoltre riportati 176 casi di Toxoplasmosi trasmessa dalla madre al feto.

La toxoplasmosi   – Il toxoplasma gondii è un protozoo che colpisce numerose specie animali. Gli ospiti definitivi sono i gatti domestici e i felini selvatici che diffondono le oocisti infette nell’ambiente causando l’infestazione degli gli ospiti intermedi che comprendono numerose specie di mammiferi ed uccelli, incluso ovini, caprini, bovini, bufali, equini ed l’uomo. A loro volta i gatti domestici e selvatici si infestano ingerendo carne cruda o poco cotta di animali infetti.  Anche l’uomo può contrarre la toxoplasmosi. Le fonti principali di contagio per l’uomo  sono: l’ingestione di carne poco cotta e l’ingestione di particelle di terreno contaminato da feci infette di gatti attraverso il consumo di ortaggi e frutta  poco lavati e il lavoro di giardinaggio.

Il rapporto EFSA (European Food Safety Authority )  del 2020  indica quanti campioni contaminati sono stati trovati e su quali specie animali . In Europa  per quanto riguarda la positività alla toxoplasmosi la specie più rappresentata  nel 2020 è quella dei piccoli ruminanti con il 21% di positività nei campioni analizzati, per campioni raccolti dai bovini e maiali la positività sul campione era del 9 % , mentre per quanto riguarda i gatti del 6%. Nel 2020  in Italia negli alimenti  il toxoplasma è stato rilevato solamente  sul 2,3% dei campioni analizzati di carne suina . Il maggior numero di casi umani di toxoplasmosi congenita ( trasmessa da madre a feto) sono riportati in Francia dove dal 1978 viene fatto uno screening sistematico di tutte le donne in gravidanza .

Negli animali la toxoplasmosi può avere decorsi diversi in base all’età dell’animale e allo stato di salute. I segni sono aspecifici : febbre, anoressia,  problemi respiratori, diarrea, segni neurologici  e oculari.  Negli animali da allevamento soprattutto nei piccoli ruminanti la toxoplasmosi causa aborti e aumento della mortalità neonatale. Nei suini può causare febbre, diarrea, debolezza, tremori, fino alla morte nei più giovani.

Per l’uomo la gravità della malattia causata da toxoplasma  varia in base all’età e allo stato di salute . In  persone adulte sane la toxoplasmosi causa  ingrossamento delle linfoghiandole, stanchezza, mal di testa, mal di gola, senso di “ossa rotte”, a volte febbre e ingrossamento di fegato e milza. In persone fragili con patologie immunosoppressive può dare sintomi più gravi quale infiammazione dell’occhio e del cervello.

La toxoplasmosi è una malattia molto pericolosa nel caso in cui venga contratta in gravidanza: l’infezione può infatti passare al bambino attraverso la placenta, provocando in determinate circostanze malformazioni o addirittura l’aborto o parto prematuro.

Il contatto con feci di gatti infetti è una possibile  fonte di contagio ma rara.  I gatti, infatti , si infettano cibandosi di topolini e uccelli che hanno contratto il parassita che si è localizzato nei loro organi . Pertanto il rischio di contrarre la toxoplasmosi dal gatto aumenta solo in presenza di gatti  cacciatori e non di gatti che vivono in case e che si cibano di prodotti confezionati.

Di fondamentale importanza per ridurre il rischio di trasmissione soprattutto in gravidanza è il lavaggio accurato delle mani o ancora meglio l’utilizzo di guanti per la manipolazione della terra o della lettiera del gatto, il lavaggio accurato di frutta e verdura, l’alimentazione solo con carni cotte.  

Giardiasi – La giardia lamblia o intestinalis   è un protozoo che causa diarrea.  E’ un parassita molto diffuso in diverse specie animali e l’uomo si può infettare ingerendo cibo, ma soprattutto  acqua contaminati. Nella maggior parte dei soggetti decorre senza sintomi ma in altri può dare diarrea , dolori addominali , perdita di peso è disidratazione.

Trichinellosi – La trichinella è un nematode ( parassita tondo) che vive  nell’intestino degli animali infetti  e le sue forme larvali si localizzano  nei muscoli dove si incistano. L’uomo può contrarre la Trichinellosi ingerendo carni poco cotte o crude di suino, cinghiale o cavallo  contaminate .

In Italia le carni degli animali macellati vengono controllate dai  Medici Veterinari del  Servizio Sanitario Nazionale , quindi il rischio si limita al consumo di carni crude o poco cotte  ( in particolare i salumi)  di suini o cinghiali macellati al di fuori dei canali ufficiali che non vengono sottoposte ai controlli. La sintomatologia classica per l’uomo è caratterizzata da diarrea (che è presente in circa il 40% degli individui infetti), dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre.

Echinococcosi  – L’Echinococcosi  è una malattia parassitaria causata da un verme piatto Echinococcus Granulosus appartenente alla famiglia delle Tenie,  che parassita il cane domestico  e i canidi selvatici ( volpe). Questi animali si infestano ingerendo  visceri o carni, crude o poco cotte, di animali infetti soprattutto pecore. Le pecore ed altri ruminanti, così come il suino ed il cavallo, a loro volta contraggono l’echinococcosi  dopo aver ingerito il foraggio contaminato da feci di cani infetti.  Per l’uomo il rischio di contrarre la malattia viene dall’ingestione di verdure crude contaminate o per contatto diretto delle feci di animali ( cane e volpi) infetti. Nell’uomo l’echinococcosi può rappresentare una malattia grave. Le larve di echinococus infatti possono migrare fino ad organi vitali quali polmone, fegato ed encefalo creando delle cisti. Il volume di queste formazioni cistiche può essere ragguardevole ( fino a 10 cm ) causando compressione dell’organo. Inoltre la   fuoriuscita del liquido presente al loro interno  può causare gravi reazioni allergiche fino allo shock anafilattico. Per la prevenzione di questa parassitosi è di fondamentale importanza la sverminazione regolare dei cani e l’utilizzo di carne solo cotta o di alimenti commerciali.

 

Larva migrans cutanea viscerale oculare – L’uomo può essere infestato da alcuni parassiti degli animali domestici “ per una sorta di errore”. In particolare le larve di due parassiti Anchilostoma e Ascaridi, vermi tondi che parassitano solitamente cane e gatto, possono  penetrare nel corpo umano senza completare il ciclo vitale e diventare vermi adulti, ma creando disturbi seri.  Le larve di Anchilostoma presenti nel terreno possono penetrare  attraverso la cute dell’uomo, causando  problemi di prurito e rash cutanei migrando attraverso la pelle.  E’ frequente la localizzazione ai piedi  per l’abitudine di alcuni di passeggiare a piedi nudi nei prati  che possono essere contaminati. Le uova infestanti di Ascaridi  possono essere ingerite dall’uomo , soprattutto bambini attraverso il contatto con la terra contaminata. In questo caso quando l’uovo di ascaride si schiude nell’intestino dell’uomo, la larva al suo interno migra nell’organismo  causando  febbre, anoressia, epato-splenomegalia, rash, polmonite e sintomi asmatici a seconda degli organi colpiti. Una forma particolare di larva migrante è la larva migrans oculare, chiamata anche toxocariasi oculare. Questa larva migrando nell’occhio causa reazioni infiammatorie granulomatose conseguenti problemi visivi fino alla cecità. Per ridurre il rischio di infestazione nell’uomo è di fondamentale importanza trattare regolarmente gli animali con antiparassitari o eseguire esami della feci periodici,  raccogliere sempre le feci  e impedire che gli animali sporchino nelle zone di gioco dei bambini .

Leishmaniosi – La leishmaniosi è una zoonosi sostenuta  da  un protozoo i che viene trasmesso attraverso la puntura del flebotomo ( detto pappatacio). Il serbatoio principale della Leishmania  è il cane  . Il parassita si può trasmettere da cane a cane, da cane ad uomo e viceversa.  Il  responsabile del trasporto e  della trasmissione  di questo parassita è un piccolo insetto ematofago ( che succhia sangue ) : il flebotomo. La leishmaniosi è diffusa in numerosi paesi tanto da essere diventata endemica in più di 70 paesi al  mondo. La sua distribuzione dipende dalle condizioni climatiche favorevoli alla vita del flebotomo. In Italia attualmente è presente sia al Sud che al Nord .

Ci sono tre principali forme di Leishmaniosi nell’uomo

  1. cutanea
  2. viscerale o kala-azar
  3. mucocutanea

La più comune è la forma cutanea, che provoca ulcere sulle parti esposte del corpo, causando cicatrici permanenti . La forma più grave però è rappresentata dalla leishmaniosi viscerale spesso fatale che se non trattata, colpisce gli organi vitali del corpo e causa  febbre, perdita di peso, ingrandimento della milza e del fegato, anemia. La leishmaniosi mucocutanea  provoca la mutilazione totale o parziale delle mucose del naso, della bocca e della gola.

Ogni anno si stima che si verifichino in tutto il mondo fra 700.000 e 1.000.000 di nuovi casi di leishmaniosi e circa 26.000-65.000 decessi. L’infezione può tuttavia presentarsi in forma asintomatica. In Italia sia la leishmaniosi viscerale che la leishmaniosi cutanea sono endemiche in alcune aree del nostro paese e sono causate da Leishmania infantum.

Di fondamentale importanza per la gestione di questa parassitosi è il controllo della malattia negli  animali attraverso l’utilizzo di metodi preventivi quali repellenti per il flebotomo e la vaccinazione, il trattamento degli animali infetti per ridurne la carica parassitaria e l’utilizzo di prodotti repellenti e mezzi  fisici  ( zanzariere, vestiti)  per proteggere le persone dalla puntura del flebotomo.

Articolo scritto e redatto dal gruppo comunicazione e dall’ ufficio stampa dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Vicenza per la Campagna Parassiti Zero

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